LA BOLLETTA ELETTRICA NON PAGATA

La bolletta non pagata

La bolletta della luce non pagata è un problema che sembra avere trovato in questi giorni una soluzione che sta però facendo discutere: la pagheranno, almeno in parte, tutti gli altri consumatori elettrici, quelli virtuosi e che saldano regolarmente e per tempo il conto della luce.

Dopo diversi ricorsi e sentenza sia del Tar sia del Consiglio di Stato, l’Autorità dell’energia ha formalizzato la distribuzione, fra tutti i consumatori, di una prima trance del debito elettrico.

La bolletta non pagata

Gli effetti degli insoluti

I mancati pagamenti delle bollette hanno messo in difficoltà diverse aziende, soprattutto per quanto riguarda il mercato libero, costringendo addirittura alla chiusura quelle più esposte al mancato incasso da parte degli utenti: dovendo operare come sostituto d’imposta per alcune voci parafiscali fatturate, ma non incassate dai propri clienti, le aziende sono state costrette a chiudere i battenti, come, per esempio Esperia e Gala.

Quindi oltre ai già discutibili oneri di sistema presenti in bolletta, da oggi ci sarà una voce aggiuntiva relativa al risarcimento, da parte degli utenti onesti, del debito creatosi dall’obbligo di versamento degli oneri parafiscali da parte delle aziende venditrici di energia alle aziende distributrici, anche se tali cifre, regolarmente fatturate, non sono state incassate dal cliente finale.

La delibera dell’Autorità dell’energia (Arera)

C’è da segnalare il fatto che nella delibera 50/2018 la stessa Autorità dell’energia, delle reti e dell’ambiente (Arera) specifica che: “Le pronunce della giustizia amministrativa sostengono che la legge pone in capo esclusivamente ai clienti finali, e non alle imprese di vendita, ne ai percettori degli incentivi, gli oneri generali di sistema, con la conseguenza che l’Autorità non avrebbe il potere di imporre il citato sistema di garanzie alle imprese di vendita negando che il rischio di mancato incasso degli oneri generali di sistema da parte dei clienti finali sia dei venditori.”

Il debito relativo all’energia

Resta però sempre il problema di come farsi carico del debito accumulato, che sembra ammontare a circa un miliardo di euro, a fronte di un controvalore complessivo del mercato finale dell’elettricità, nel 2016, di circa 61 miliardi di euro (fonte: «Electricity Market Report», Politecnico di Milano, ottobre 2017).

Il pagamento da parte della collettività di questo debito incomincerà con una prima fetta corrispondente a circa 200 milioni di euro, ma altre delibere ancora in fase di studio, consentiranno il rientro dell’intera cifra complessiva secondo questo principi di “socializzazione” del debito.

Il mercato libero e gli insolutiLa bolletta non pagata

Il fenomeno del mancato pagamento della bolletta è più marcato al sud e nel mercato libero; su questo secondo aspetto bisogna sottolineare che la natura stessa del mercato libero ha consentito la nascita di quello che è stato ribattezzato “il turismo delle bollette”.

Nel mercato libero, infatti, si può cambiare gestore con un semplice clic del mouse: prima che si attivino le procedure di chiusura contatore ci vanno diverse bollette non pagate e a quel punto l’utente disonesto ha gioco facile nel cambiare gestore e ricominciare a usufruire di energia elettrica senza pagare.

L’adozione della banca dati del Sii, di prossima apertura, consentirà alle società elettriche di consultare e incrociare i dati dei consumatori, per potersi sincerare di eventuali comportamenti socrretti dei clienti ed evitare di ritrovarsi truffati per la sottoscrizione di un contratto con uno di questi soggetti, fuggitivi delle bollette non saldate.

I pareri del mercato

L’Aiget, l’associazione dei grossisti e rivenditori, rivendica la correttezza di tale provvedimento perché evita che chi presta un puro servizio di incasso per il sistema (cioè i fornitori di energia) debbano sostenere dei costi impropri; allo stesso modo della modalità di riscossione del canone Rai, inoltre, questo sistema metterebbe in luce le corrette responsabilità tra tutti i soggetti della filiera.

Protestano invece le associazioni dei consumatori, adducendo il fatto che il provvedimento, in fondo, “sarebbe solo un incentivo per non perseguire i furbetti del quartierino”. Tenendo conto che l’andamento dei prezzi dell’energia è sempre stato in salita (da gennaio a dicembre dello scorso anno l’elettricità è aumentata del 5,3%, mentre il gas del 5%) ci si aspettano ricorsi e proteste per questa decisione che comunque aggrava il conto da pagare proprio a chi si comporta onestamente.

Approfondimenti

Per maggiori info potete consultare la pagina del Sole 24 Ore o visualizzare un breve video riassuntivo sui morosi della luce.

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