CADUTA NEL VUOTO: CASE STUDY IN CONDOMINIO

Case-study condominiale

In merito alla sicurezza vetri voglio riportare un caso pratico che credo possa riguardare molti di coloro che vivono in condominio. Ecco un esempio di modulo vetri presente ai piani ammezzati di un condominio: abbiamo cinque vetri di tipo Stampato C (i vetri A, B, C, D, E) e due (i vetri F e G) di tipo retinato.

Impresa caduta nel vuoto case study legenda

Lo stampato C

I vetri di tipo Stampato C non sono a norma, sono considerati pericolosi, a maggior ragione in questo caso, dove, in caso di rottura, la fragilità intrinseca del vetro causerà schegge e frammenti (che potrebbero cadere di sotto) e non impedirà che una persona o un oggetto possano precipitare nel vuoto.

Il vetro retinato

I vetri retinati non sono più a norma dal 2007, ma se messi in opera prima di quella data possono rimanere in essere fino a rottura, nel qual caso lo si dovrà sostituire con vetri di sicurezza certificati o altrimenti pellicolati. In questo caso, data la già evidente rottura, andrà sostituito quanto prima.

Caduta nel vuoto

Il modulo preso a esempio presenta vetri (C, D, E, F, G) che ricadono nella categoria di CADUTA NEL VUOTO, in quanto la parte vetrata parte al di sotto dei 100 centimetri, mentre al di là c’è una caduta maggiore di 100 centimetri (in questo caso siamo all’ammezzato tra il nono e il decimo piano, quindi si parla di una caduta di circa 30 metri): è necessaria una classe di protezione richiesta 1B1.

Non tutti i vetri rientrano nella tipologia di CADUTA NEL VUOTO: infatti i vetri A e B partono da un’altezza maggiore di 100 centimetri, e dovranno presentare (mediante certificato rilasciato da chi ha posato/messo in opera il vetro) una classe di protezione 2B2.

Impresa caduta nel vuoto case study 001

La normativa

I vetri F e G (tralasciando il caso specifico dell’elemento rotto) sono a norma e non necessitano di sostituzione se non, come detto sopra, in caso di rottura.
Il veto E presenta una protezione esterna (due barre) atte semplicemente a evitare cadute in caso di affaccio; infatti l’unica finestra che si può aprire è proprio il vetro E.

Questo, però, non mette a norma, stante la UNI 7697:2015, il vetro: in caso di rottura le schege potrebbero rappresentare un pericolo sia per chi transiti sulle scale sia per chi si trovi di sotto, all’esterno dell’edificio; inoltre qualunque oggetto di massa sufficiente e di forma adeguata potrebbe infilarsi tra le barre e precipitare fuori (pensiamo a una putrella d’acciaio, a una chiave inglese, un pesante fermacarte, etc…)

Pellicole di sicurezza

La soluzione economicamente vantaggiosa (che non prevede interventi sugli infissi e quindi nessuna opera muraria) per mettere a norma i vetri delle parti comuni in condominio, è quella di dotare i vetri di pellicole di sicurezza. La pellicola è certificata a norma di legge (viene rilasciata documentazione da personale qualificato per la posa in opera) e permette di raggiungere tutti i livelli di protezione che la legge prevede, compreso quello richiesto in caso di CADUTA NEL VUOTO.

Sul territorio del Piemonte TEK SOL svolge l’attività di messa in sicurezza vetri da oltre vent’anni, operando nel settore aziendale, pubblico e privato, garantendo la sicurezza di uffici, laboratori, abitazioni, luoghi di accesso pubblico e di qualunque spazio in cui vi sia il rischio di rotture accidentali di vetri e vetrate.

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